Lo spettacolo è la seconda parte della trilogia che il Metastasio e la compagnia TPO dedicano alla città di Prato ed ai loro giovani abitanti. All’interno del Museo del Tessuto sarà allestito un ambiente raccolto e immersivo che evoca gli stanzoni degli anni ‘60, epopea della Prato industriale. Qui in una delle tante manifatture si selezionavano gli stracci per la produzione della lana. Qui una bambina, figlia di operai, gioca con gli abiti usati, da cui emergono oggetti, odori, suoni, storie da tutto il mondo. Vengono fuori delle pietre che i cenciaioli chiamavano pietreluna, dal colore bianco, uniformi e bandiere di guerre dimenticate, ricordi, sorprese e fonti di desideri. Dalle balle emergono anche le lettere di tre scrittori importanti nella storia pratese: Sem Benelli, Armando Meoni e Curzio Malaparte, il quale ci ricorda come “tutta a Prato e tutta in stracci va a finire la storia d’Italia”.